L’architettura come forma espressiva comunicata da un insieme di segni

L’ARCHITETTURA COME FORMA ESPRESSIVA COMUNICATA DA UN INSIEME DI SEGNI

 

Ogni percezione suscita in noi una reazione emotiva e, attraverso l’impiego di sensi e ragione, passiamo dalla semplice contemplazione ad un’attività mentale di tipo interpretativo.
L’architetto comunica impiegando sequenze integrate di forme, ritmi e colori che entrano in rapporto con la facoltà interpretativa del fruitore; per fare ciò egli adotta nessi logici fondati sulla propria interpretazione multidisciplinare e su di una grande sensibilità culturale.
Anche in questo caso, come in molte altre espressioni dell’attività umana, si dovrà parlare di campo di percezione definito dalle relazioni fra le cose e di ciascuna di esse con l’insieme: un dialogo nel quale una buona architettura organizza, in modo creativo, l’indeterminatezza iniziale dei dati forniti da preesistenze, tecniche costruttive e materiali.
L’edificio appare così come un insieme caratteristico di segni, offerti alla nostra esperienza sotto forma di spazi ed oggetti uniti da leggi che ne determinano gli equilibri reciproci. Questo il nostro modo di decifrare il costruito per scoprire, con formule del tutto personali, cosa ci sia dietro a ciò che appare.